Alfabeto del Presente

Pensare il nostro tempo significa confrontarsi con l’inafferrabilità dell’ora, dell’astrazione racchiusa fra quanto è stato e quanto non è ancora, e con la narrazione della presenza. Significa collocarsi cioè nella tensione del presente, in un presente che è – oltre a un tempo inafferrabile – lo spazio di presenza, la risposta all’appello che ci viene rivolto tanto dagli spazi di formazione (essere in classe) quanto dalla socialità (esserci, partecipare, appartenere).

Sulla scorta dell’esperienza del 2015, che ha felicemente inaugurato Alfabeto del Presente, PresenteProssimo propone nella sua edizione 2016-17 altri incontri – coagulati in parole‐chiave – con interpreti eccellenti dell’oggi. Con esemplari voci impegnate a fornire non solo un prezioso strumento di confronto con gli scenari più recenti della produzione culturale, ma più propriamente un lessico e una mappa del nostro tempo.

Ecco dunque le voci di Mimmo Franzinelli e ‘diserzione’, Marco Aime e ‘confine’, Gianni Mura e ‘sport’, Peppino Ortoleva e ‘miti’, Annamaria Testa e ‘creatività’, Marco Marzano e ‘disincanto’, Stefano Bartezzaghi e ‘gioco’, Loretta Napoleoni e ‘ terrorismo’, Silvia Vegetti Finzi e ‘infanzia’, fino ad Alessandro Dal Lago e a ‘cittadinanza’. Emblemi del presente che da quest’anno troveranno un riscontro visivo nella rassegna cinematografica – Alfabeto del Presente al Cinema – in programmazione al Conca Verde, con i film di Werner Herzog, Pablo Iraburu, Denis Villeneuve, Roan Johnson, Alexandra Leclère e Laurie Anderson.