CARTABIANCA

Gli autori del Festival e il Cinema

Ad ogni autore abbiamo chiesto di segnalarci tre film, quelli della loro vita, quelli che hanno segnato il loro percorso artistico e personale. E gli esiti sono stati molto interessanti, in parecchi casi anche sorprendenti. 
Tra i titoli segnalati abbiamo selezionato i titoli che vi proponiamo, nel rispetto del filo conduttore di tutto il Festival, tanto più giustificato in questo caso visto che anche il cinema vive da tempo una crisi di consumi e di qualità. 

Le proiezioni si terranno presso l'Auditorium di Piazza della Libertà a Bergamo, nel cartellone del Cineforum Lab 80.

Tutte le proiezione avranno inizio alle ore 21,00.

L'ingresso è a pagamento:

  • INTERO: €6
  • RIDOTTO per il pubblico del Festival (con segnalibro timbrato): €5 
  • SOCI LAB80 : €4

 

natural born

Venerdì 7 novembre

NATURAL BORN KILLERS

Un film di Oliver Stone.

Con Woody Harrelson, Juliette Lewis, Tom Sizemore, Rodney Dangerfield, Everett Quinton.

Drammatico durata: 120' - USA, 1994.

Allucinata scorribanda di Mickey e Mallory, giovane coppia criminale, che per tre settimane attraversano in auto il Southwest, seminando 52 cadaveri, mentre la copertura dei mass-media li trasforma in effimeri eroi popolari. Da un soggetto di Quentin Tarantino, sceneggiato da David Veloz e Richard Rutowski. Discussioni a non finire, spettatori e critici spaccati in due fazioni, per questo 10 film di Stone che vuol essere una gridata satira dei mezzi d'informazione degli USA, ma anche un atto di accusa contro la violenza dell'istituto familiare e delle forze dell'ordine. La sua dimensione più clamorosa è stilistica, il suo apparato figurativo multimediale che, però, invece di sciogliersi nel testo, gli si sovrappone e lo ingombra con il sovraccarico blobbistico d'immagini e l'intersecarsi dei piani narrativi. Film stupefacente, anche nel senso di drogato. Gran premio della giuria alla Mostra di Venezia 1994.

Consigliato da Walter Siti.

   

luomo-che-uccise-liberty-valance

Martedì 18 novembre

L'UOMO CHE UCCISE LIBERTY VALANCE

Un film di John Ford.

Con John Wayne, John Carradine, Edmond O'Brien, James Stewart, Lee Van Cleef.

Western - b/n - durata: 119' - USA, 1962.

L'avvocato Ransom Stoddard (J. Stewart) è diventato senatore perché ha ucciso Liberty Valance, feroce bandito, ma sa benissimo che non è stato lui. Terzultimo western di Ford, girato quasi interamente in teatro di posa e in un bianconero (W.H. Clothier) che ne accentua il cupo pessimismo di fondo. Il vero eroe della storia è Tom Doniphon (J. Wayne), personaggio mitico che incarna i valori dell'Ovest e rappresenta il contraltare di Valance; entrambi sono condannati dalla Storia a cedere il passo ai valori dell'Est, impersonati da Stoddard, cioè di una società dove non sarà più la forza a fondare la legge e l'ordine. Western quasi da camera, molto parlato, un po' prolisso, ma di grande finezza nei particolari. Quando uscì, fu accolto dai critici con condiscendenza un po' ottusa, ma il tempo gli ha reso giustizia.

Consigliato da Michele Mari.

   

riflessi pelle

Lunedì 24 novembre

RIFLESSI SULLA PELLE

Un film di Philip Ridley.

Con Lindsay Duncan, Viggo Mortensen, Jeremy Cooper.

Drammatico durata: 99' - Gran Bretagna, 1990.

Nella campagna dell'Idaho nei primi anni '50 il piccolo Seth Dove (J. Cooper) di 7 anni è un perverso polimorfo che ha una visione deformata della realtà. Come rivela il l'urlo finale del bambino per la scoperta della presenza del Male nel mondo, quest'opera prima di P. Ridley (1960) pittore, romanziere, drammaturgo e sceneggiatore è una storia gotica che ha il ritmo allucinato del migliore Stephen King, la perversa sottigliezza di Henry James, la forza visionaria di David Lynch: un universo fantastico che affonda le sue radici nella realtà: "L'innocenza può essere un inferno".

Consigliato da Eraldo Baldini.

   

Il-ponte-sul-fiume-Kwai-locandina

Martedì 2 dicembre

IL PONTE SUL FIUME KWAY

Un film di David Lean.

Con William Holden, Jack Hawkins, Alec Guinness, Sessue Hayakawa, James Donald.

Guerra - durata: 161' - USA, 1957.

Durante la seconda guerra mondiale prigionieri britannici di guerra in Birmania sono impiegati nella costruzione di un ponte, mentre una squadra di guastatori loro compatrioti si prepara a distruggerlo.
Si prese 7 premi Oscar (tra cui quello della sceneggiatura toccò a Pierre Boulle, autore del romanzo, mentre era stata scritta da Carl Foreman e Michael Wilson, entrambi sulla lista nera come filocomunisti). Questo megafilm che è insieme tragedia e commedia, denuncia della guerra e omaggio a quelli che la fanno, concilia l'avventura con l'ironia, le ambizioni artistiche con quelle dello spettacolo. Memorabile Guinness, ma anche il motivo fischiettato di "The Colonel Bogey March".

Consigliato da Daria Bignardi.

   

Un borghese piccolo piccolo

Martedì 9 dicembre

UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO

Un film di Mario Monicellii.

Con Shelley Winters, Alberto Sordi, Vincenzo Crocitti, Romolo Valli, Pietro Tordi.

Drammatico - durata 122' - Italia, 1977.

Il figlio di un impiegato ministeriale romano è ucciso per caso durante una rapina. Il brav'uomo comincia a preparare ed esegue una lenta, bieca, allucinata vendetta. Dal romanzo (1976) di Vincenzo Cerami, storia di vittime che sono anche mostri, un film omogeneo, sapiente nella mescolanza di toni (commedia, grottesco) e nella progressione drammatica, con un Sordi all'apice della sua carriera d'attore inserito in un contesto sociale efficacemente descritto. Efebo d'oro 1979 di Agrigento.

Consigliato da Maurizio De Giovanni.

   

8 e mezzo loc

Lunedì 15 dicembre

8 ½

Un film di Federico Fellini.

Con Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Anouk Aimée, Sandra Milo, Rossella Falk.

Drammatico - durata: 138' - Jugoslavia, 1963.

In crisi esistenziale e creativa, alle prese con un film da fare, un regista fa una sorta di mobilitazione generale di emozioni, affetti, ricordi, sogni, complessi, bugie. Un misto tra una sgangherata seduta psicanalitica e un disordinato esame di coscienza in un'atmosfera da limbo (F. Fellini). La masturbazione di un genio (D. Buzzati). Una tappa avanzata nella storia della forma romanzesca (A. Arbasino). Una costruzione in abisso a tre stadi (C. Metz). Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra i '50 e i '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La dolce vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita e il cinema sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. Due Oscar: costumi (Pietro Gherardi), miglior film straniero. Molti premi italiani ed esteri.

Consigliato da Antonio Pascale.

   

wittgenstein1

Mercoledì 17 dicembre

WITTGENSTEIN

Un film di Derek Jarman.

Con Michael Gough, Tilda Swinton, Karl Johnson.

Biografico  - durata: 75' - Gran Bretagna, 1975.

La vita del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, dalla nascita a Vienna nel 1889 alla morte a Cambridge nel 1951. Un film biografico che non assomiglia a nessun altro. Finanziato dal British Film Institute (BFI) e commissionato da Channel Four come programma TV, fu girato con 300000 sterline in 12 giorni, interamente in teatro di posa, in forma di stage-movie, cioè su un palcoscenico di fondo nero dove su una sceneggiatura firmata anche da Terry Eagleton e Ken Butler davanti a una cinepresa quasi sempre ferma, sfilano familiari e personaggi celebri (Bertrand Russell, Maynard Keynes), dialoghi, brevi azioni, un piccolo verde extraterrestre (Mr. Green), incaricato dai superiori di indagare sulla personalità del filosofo. "La filosofia del viennese è nella forma del film" (Silvio Danese). E un film brechtiano, a modo suo, in cui convivono in miracoloso equilibrio la profondità dei concetti, la leggerezza dell'esposizione e la mancanza di prosopopea. "Mi sarebbe piaciuto scrivere un libro di filosofia fatto solo di scherzi, ma non ho humour", dice Wittgenstein sul letto di morte. Ci ha pensato D. Jarman (1942-1994).

Consigliato da Tiziano Fratus.

Trame tratte da "Il Morandini. Dizionario dei film"