Il festival

Il Festival secondo Raul Montanari

FRA COMBATTIMENTO E SOGNO

 

Non so se da fuori la cosa si noti più di tanto, ma la letteratura sta combattendo una battaglia decisiva per la propria sopravvivenza e per non snaturare la propria vocazione a raccontare criticamente la realtà in cui viviamo. Il mondo dei libri è entrato in un travaglio profondissimo, che ha comportato conseguenze drammatiche fra cui una crisi economica senza precedenti per il settore. Alla crisi che tutti viviamo come cittadini e come persone si somma infatti, nell’ambito dell’editoria, il passaggio difficile dal glorioso formato cartaceo al moderno formato elettronico.

Mi viene da sorridere con amara tenerezza se penso che fino a pochissimi anni fa, direi non più di uno o due, era ancora possibile per un autore, un editore, un lettore o un critico venire invitati a esprimere una preferenza fra i due modi di leggere un libro. E si sprecavano i confronti fra la duttilità tecnologica ma un po’ fredda dell’e-book e l’attaccamento nostalgico e ostinato per la cara, vecchia, confortante carta, con il suo odore di inchiostro, la sua propensione a ingiallire, il piacere di tenere il libro fra le mani, sfogliarlo, sottolinearlo, prendere appunti a margine, fare le orecchie alle pagine (inorridite? Io le ho sempre fatte!).

La verità è che oggi non c’è nessuno, fra gli addetti ai lavori, che non preghi in ginocchio perché l’avvento dell’e-book, tante volte annunciato, si verifichi sul serio e in fretta, facendo lievitare finalmente le ridicole quote di mercato che a tutt’oggi il libro elettronico conta in Italia. Sarebbe l’unico argine possibile al deflusso costante di lettori, che nel 2013 ha dissanguato le case editrici maggiori e minori, mettendole tutte in difficoltà e costringendo molte a entrare nel tunnel doloroso della cassa integrazione, dei licenziamenti, delle dismissioni, addirittura dei fallimenti.

Che ironia: il 2012, l’anno in cui negli USA si è registrato a livello di vendite lo storico sorpasso dell’e-book sul libro tradizionale, è stato l’annus horribilis per il libro in Italia. La crisi economica ha portato le famiglie a tagliare tutti i costi, ed è inutile negare che il prezzo medio del libro di carta lo ha spinto nella riserva indiana dei beni a cui, almeno per il momento, molti sentono di potere o dovere rinunciare. Più o meno a malincuore.

E attenzione: la storia ci insegna che questi lettori perduti non sono mai lettori che torneranno tutti quanti ad acquistare e leggere libri, quando una buona volta la crisi sarà passata. Nel mondo dominato dagli allettamenti dei nuovi media, che si sommano alla nemica di sempre – la televisione – perdere l’abitudine alla lettura significa spesso non ritrovarla mai più, se non occasionalmente. I lettori forti, quelli da più di 20 libri l’anno, diventano lettori sporadici che se ne concedono 4 o 5; i lettori deboli spariscono o si limitano a mettere dentro il carrello della spesa, prima delle feste di Natale o delle vacanze estive, uno o due volumi di bestseller che hanno trovato non in libreria ma sugli scaffali del supermercato. Così la loro scelta viene indirizzata sempre di più verso una narrativa di semplice intrattenimento, una banale alternativa da spiaggia alle riviste di enigmistica o ai fumetti popolari. Il prezioso consiglio del libraio si perde, e con esso il gusto di scoprire, sperimentare, avventurarsi, osare, insomma fare della lettura non solo un hobby ma quasi un mestiere, una dimensione esistenziale con i suoi rischi, le sue sorprese e le sue conquiste che accompagnano una vita intera.

Per questo oggi lo scrittore e il lettore (quello vero, quello che non subisce scelte già fatte per lui) sono più che mai dalla stessa parte, uniti come lo si è sempre quando il nostro mondo subisce un assalto o un assedio, e ci si trova insieme a resistere in quella che uno degli autori invitati quest’anno, Antonio Moresco, chiama attitudine “di combattimento e di sogno”.

Come si combatte, dalla piccola ma robusta fortezza del nostro festival Presente Prossimo, questa battaglia per non smarrire il sogno che accomuna lettori e scrittori, la grande comunità delle storie, il regno benevolo e vertiginoso delle parole? Chiamando, come sempre, autori fra i più importanti e rappresentativi del panorama della nostra letteratura, e scegliendoli in modo da offrire la più grande varietà di stili, di risposte alla sfida oggi più che mai decisiva di incidere sulla realtà con la pagina.

Cominceremo con Rossana Campo, che ormai da vent’anni indaga l’universo femminile con una scrittura irriverente, sfrontata, che non si nega nulla e nulla nega al lettore – e anche per questo è una delle autrici più amate dal pubblico e dalla critica internazionale.

Sarà poi la volta proprio di Antonio Moresco. Di lui ha detto Tiziano Scarpa, ospite di Presente Prossimo nell’edizione del 2009, che è la dimostrazione delle meraviglie che si possono fare combinando le lettere dell’alfabeto. Moresco ha sempre scritto come se fosse il primo uomo a farlo, ignorando ogni regola con l’approccio dell’esordiente totale, instancabile, spesso sconvolgente.

E’ difficile dire qualcosa di nuovo sull’ospite del terzo incontro, Giorgio Faletti. Otto milioni di copie vendute solo in Italia e solo con i suoi primi due libri, e un consenso critico che è andato crescendo man mano che altri ne uscivano, e che ha fatto giustizia dei pregiudizi che sempre toccano all’autore di successo. Ci saranno tante domande da fargli e tante curiosità da toglierci!

Se Faletti è stato l’autore che ha scompaginato le gerarchie del noir italiano, Marco Malvaldi è certamente uno di quelli che hanno affrontato nel modo più originale il compito improbo di inventare qualcosa di nuovo in un genere già così frequentato. La sua idea di calare intorno al tavolo di un bar una sorta di coro greco travestito vale la popolarità impressionante che circonda questo autore.

Fra Presente Prossimo e il premio Strega c’è un curioso flirt fatto soprattutto di anticipazioni: se è vero che l’anno scorso abbiamo avuto Niccolò Ammaniti, già vincitore del più famoso premio letterario italiano, nel 2009 Tiziano Scarpa venne invitato quando ancora non aveva vinto a sua volta lo Strega, e Alessandro Perissinotto è venuto a trovarci nel 2011 senza sapere che proprio quest’anno sarebbe stato finalista. Ma in finale con lui c’era anche Paolo Di Paolo, l’enfant prodige romano che all’incredibile età di trent’anni ha già alle spalle un curriculum di pubblicazioni e di collaborazioni letterarie che molti autori non riescono a mettere insieme in una vita.

Una delle esperienze narrative più coerenti e affascinanti degli ultimi vent’anni è sicuramente quella di Laura Pariani, autrice molto amata qui non solo per il suo stile originalissimo ma anche per l’abitudine a esplorare paesaggi diversi da quelli metropolitani, prediletti dalla maggior parte dei romanzi che si scrivono e si leggono.

E lo stesso si può dire di Alessandro Bertante, un autore talentuoso il cui consenso di critica e pubblico è in crescita costante dall’esordio, avvenuto pochi anni fa, alle solide acquisizioni narrative di oggi. Bertante è un autore del Duemila che indica una strada nuova eppure ben radicata nella grande tradizione del romanzo del Novecento.

E la poesia? Niente paura: dopo Maurizio Cucchi, Milo De Angelis, Vivian Lamarque e Patrizia Cavalli, quest’anno è la volta di Franco Buffoni, poeta, saggista, romanziere e traduttore, una delle voci più grandi e più incisive della letteratura italiana dalla fine degli anni ’70 a oggi.

Ho lasciato per ultima la novità più interessante di questa edizione del festival: a condurre alcuni degli incontri con gli ospiti è stato chiamato Davide Sapienza, già ospite lui stesso alcuni anni fa. Davide non ha bisogno di presentazioni: è un figlio illustre della Val Seriana, il suo unico letterato di fama internazionale.

 

Come è avvenuto nelle ultime tre edizioni del festival, nella logica di variare il più possibile l’offerta che questo evento fa a chi è interessato a seguirlo, alcuni di questi autori sono invitati, la mattina del giorno stesso degli incontri, a dialogare con gli studenti delle medie superiori di Alzano Lombardo, Albino e Gazzaniga.

Questa tradizione ormai consolidata è una delle occasioni più interessanti che il festival regala, non solo agli studenti ma agli autori stessi; molti di loro sono arrivati a dire che l’incontro mattutino nei licei era stata più emozionante di quello tardopomeridiano con il pubblico adulto. A volte bisogna ripetersi e lo faccio con piacere dicendo ancora una volta che di questo va dato un merito enorme ai docenti, che hanno accompagnato i loro studenti alla scoperta della letteratura viva, quella che di solito appassiona i ragazzi fuori dai banchi di scuola, e che purtroppo gli studenti hanno sempre meno occasione di incontrare.

 

L’offerta agli studenti liceali non si ferma qui, bensì comprende anche un corso di scrittura creativa in cinque lezioni, che si terranno a numero chiuso in cinque dei sabati in cui sono previsti gli incontri con gli autori.

Anche questa formula è già stata sperimentata nelle tre edizioni precedenti di Presente Prossimo, con risultati entusiasmanti. Ho visto ragazzi stanchi per una settimana trascorsa sulle materie di studio ordinarie affrontare coraggiosamente l’apprendistato della scrittura narrativa con tutte le sue alchimie, e, soprattutto, accogliere l’invito a mettersi in gioco con la scrittura di un racconto. Questi elaborati letterari confluiranno in una pubblicazione antologica presentata nella primavera dell’anno prossimo, in una serata che è diventata un bellissimo appuntamento primaverile per questo festival autunnale.

Ma c’è di più: proprio dopo essere transitata dal corso una giovanissima autrice, Gisella Laterza, è approdata quest’anno alla pubblicazione del suo primo romanzo con Rizzoli. Merito del suo grande e precoce talento, ma anche un vanto per Presente Prossimo.

 

Nei giorni 10 e 17 novembre chi scrive queste righe terrà anche un workshop di scrittura creativa aperto a tutti coloro che vogliono cimentarsi nel grande salto dalla lettura alla scrittura… sempre tenendo presente, non mi stanco di ripeterlo, che la lettura viene prima. Per il calendario di questo workshop e del corso per gli studenti potete consultare la pagina dedicata più avanti. Naturalmente queste proposte si fondano sull’esperienza personale di quindici anni di insegnamento delle tecniche narrative a Milano, con risultati verificabili in www.raulmontanari.it. Solo dall’inizio del 2013 più di dieci allievi di questa scuola hanno pubblicato con i maggiori editori italiani, da Mondadori a Feltrinelli, da Sperling & Kupfer a Guanda, a Fazi, a Fanucci, e uno di loro è finalista al premio Campiello.

 

Infine, il festival prevede una giornata dedicata al cinema. Abbiamo stilato il programma chiedendo agli autori invitati di segnalarci i loro film della vita, quelli che hanno segnato il loro percorso artistico e personale. E gli esiti sono stati molto interessanti, in parecchi casi anche sorprendenti, e nel loro insieme hanno formato una lista delle meraviglie, fatta di grandi classici e di titoli meno conosciuti e per questo ancora più preziosi e rivelatori.

A essa abbiamo attinto per selezionare i titoli che vi proponiamo, nel rispetto del filo conduttore di tutto il festival, tanto più giustificato in questo caso visto che anche il cinema vive da tempo una crisi di consumi e di qualità.

Ma l’arte di raccontare una storia, con le parole o le immagini o entrambi, dal semplice aneddoto raccolto dalla voce di un vicino di casa alle più elaborate trame ideate dai grandi maestri di ogni tempo, è sopravvissuta a tutti i rivolgimenti e a tutte le metamorfosi che ci hanno toccati, e uscirà trasformata e rinnovata anche da questa.

 

 

Raul Montanari, estate 2013